Governo del Rischio Clinico

La sicurezza dei pazienti e governo del rischio clinico: Istituzione di Modello di gestione.

Con “rischio clinico” si definisce la possibilità che un paziente subisca un “danno o disagio involontario, imputabile alle cure sanitarie, che causa un prolungamento del periodo di degenza, un peggioramento delle condizioni di salute o la morte”.
L’”errore” o “evento avverso” è un insufficiente sistema che condiziona il fallimento delle azioni programmate, esso può definirsi:

  • “Azione non sicura” od una “omissione” con potenziali conseguenze negative sull’esito del processo di cura;
  • Comportamento che può essere giudicato inadeguato da “pari” di riconosciuta esperienza e competenza, al momento in cui il fatto si verifica, indipendentemente se ci siano state conseguenze negative per il paziente;
  • Pertanto, l’errore può causare un evento avverso, cioè un evento indesiderabile che comporta un danno al paziente non dovuto alle sue condizioni cliniche, ma correlato al processo assistenziale.

Gli errori si distinguono:

  • “errore (o insufficienza) attivo”: ben identificabile, prossimo, in senso spazio-temporale, al verificarsi dell’evento avverso, spesso riconducibile ad un’ azione sbagliata commessa da un operatore o ad un incidente come ad esempio il malfunzionamento di una strumentazione elettromedicale;
  • “errori (o insufficienza) latente”: insufficienze organizzative- gestionali del sistema che hanno creato le condizioni favorevoli al verificarsi di un errore attivo.

Solo attraverso opportune analisi è possibile identificare le cause di errore, attive e latenti, e ridisegnare i processi al fine di ridurre la probabilità che lo stesso errore si ripeta.

Si definisce “governo clinico” il sistema attraverso il quale le organizzazioni sanitarie si rendono responsabili del miglioramento continuo della qualità dei loro servizi e garantiscono del miglioramento continuo della qualità dei loro servizi e garantiscono elevati parametri assistenziali creando le condizioni ottimali nelle quali viene favorita l’eccellenza clinica, anche con scopo di prevenire potenziali azioni legali di rivalsa. La maggior parte degli incidenti in organizzazioni complesse è generato dall’interazione fra le diverse componenti del sistema: tecnologia, umana ed organizzativa. I fattori di rischiosità in ambito sanitario sono:
1. fattori strutturali – tecnologici;
2. fattori organizzativi – gestionali e condizioni di lavoro;
3. fattori umani (individuali e del team);
4. caratteristiche dell’utenza;
5. fattori esterni (normative, vincoli finanziari, contesto sociale, sindacali, assicurazioni).

Le aeree di intervento per la promozione della sicurezza e la contestuale tutela sono da individuarsi nei seguenti protocolli:

  • La Direzione Sanitaria della struttura deve porre attenzione (sorvegliare) le pratiche chirurgiche;
  • La Direzione Sanitaria della struttura ed i reparti di degenza devono dare voce ai pazienti nelle attività di gestione del rischio clinico;

Il Coordinamento del Gruppo deve sviluppare i sistemi di segnalazione in modo che costituiscano una base per l’apprendimento senza che ciò costituisca necessariamente elemento eventuali azioni disciplinari o di richiamo negoziale;

Istituzione di un Sistema di Governo Clinico
Il Coordinamento sanitario del Gruppo ritiene utile promuovere un sistema di monitoraggio degli eventi avversi nella piena collaborazione con i referenti delle singole strutture. Tale sistema, oltre ad avere una precisa finalità informativa onde perseguire lo scopo del continuo miglioramento (efficacia, efficienza ed economia) nei processi assistenziali, deve ottemperare allo studio delle azioni legali minacciate o messe in atto dall’utenza che reputa di essere vittima di un evento avverso o di una colpa professionale.

Monitoraggio e controllo del rischio
Le Direzioni Sanitarie delle strutture, in relazione alle Procedure ed istruzioni che saranno definite nell’ambito del Sistema di Gestione della Qualità, dovranno organizzare verifiche atte ad individuare le insufficienze nel sistema che possono contribuire allo scatenarsi di eventi avversi. Tale sistema potrà avere due approcci diversi:
A) APPROCCIO PROATTIVO: l’analisi parte dalla revisione dei processi e delle procedure esistenti, identificando, nelle diverse fasi, i punti di criticità. Questo approccio può essere utilizzato anche nella ideazione e progettazione di nuove procedure, di processi e di tecnologie per realizzare barriere protettive che impediscono l’errore umano/attivo;
B) APPROCCIO REATTIVO: l’analisi parte da un evento avverso e ricostruisce a ritroso la sequenza di avvenimenti con lo scopo di identificare i fattori che hanno causato o che hanno contribuito al verificarsi dell’evento avverso.
In una organizzazione sanitaria entrambi gli approcci possono essere utilizzati. Lo strumento per l’identificazione del rischio da utilizzare dalla singole Direzioni Sanitarie sarà quello individuato nell’ambito di istruzioni operative che saranno elaborate (anche dopo aver provveduto all’analisi delle risultanze del questionario già trasmesso) e di cui si darà ampia diffusione.

Il Coordinamento sanitario del Gruppo si riserva, in linea con i sistemi di monitoraggio delle singole strutture, di provvedere, in via diretta, d’intesa con l’ Ufficio di Direzione Sanitaria di riferimento, a tre sistemi di monitoraggio e di campionamento:
1) Revisione di cartelle cliniche: con lo scopo di verificare la loro completezza, compilazione e precisione di annotazioni cliniche, diagnostico-strumentali, operative, di consenso informato consapevole, e di pratica infermieristica. La selezione delle cartelle cliniche da sottoporre a revisione può essere focalizzata su un tipo specifico di evento relativo ai punti critici del processo assistenziale, ovvero, con lo scopo di verificare, su una griglia predisposta, una casistica clinica che possa far individuare plausibili discrasie latenti legate alla gestione del singolo caso clinico o della patologia ricorrente (anche secondaria e/o complicanza);
2) Osservazione dei trattamenti terapeutici: con lo scopo di verificare le somministrazioni dei farmaci e parafarmaci in relazione alla prescrizione sia con la finalità di rilevare errori o reazioni avverse (ADR), ma, anche, per il continuo miglioramento degli aspetti economali e gestionali propri del processo assistenziale;
3) Analisi delle eventuali non conformità in materia di prevenzione e protezione (sicurezza dai rischi sul lavoro, ospedalismo), di igiene (piano di igiene e norme sanitarie), di relazioni con il pubblico (qualità percepita, reclami e gestione dell’URP) e, ove necessario, dei processi assistenziali propri della struttura in esame.

È evidente che sono organizzati dei corsi, anche con finalità ECM, di formazione e informazione con lo scopo di implementare un sistema AUDIT inteso come completamento dell’analisi strutturata e sistematica del rischio clinico da applicare agli operatori sanitari, medici e non medici, attraverso il confronto sistematico dell’assistenza prestata con criteri espliciti, per identificare scostamenti rispetto a parametri conosciuti o di best practice.

Istituzione dell’Ufficio di Gestione del Rischio Clinico
All’emanazione del presente provvedimento l’Ufficio di Coordinamento Sanitario del Gruppo istituzionalizza la sezione specifica denominata “Ufficio di Gestione del Rischio Clinico”. Questo ufficio è affidato al coordinamento del Dottore Filippo Tangari. L’Ufficio è localizzato presso la sede sociale di Health Care Italia S.p.A. ed a tale indirizzo dovranno essere trasmesse tutte le comunicazioni previste e stabilite:
Via Torquato tasso n. 40
80121 – NAPOLI
Fax 081.7611017

e-mail: filippo.tangari@hcitalia.it

Gestione del controllo e difesa della medicina
Con decorrenza immediata si dispone che le Direzioni Generali (Amministrative) e/o Direzioni Sanitarie delle singole strutture che ricevano atti di citazione, richieste di risarcimento danno, reclami con indicazioni di Eventi Avversi, siano essi di origine tecnologica, umana ed organizzativa, non conformità e quant’altro possibile rilevare dall’Analisi Percepita della Qualità da parte dell’utenza, siano trasmesse all’Ufficio del Coordinamento Sanitario del Gruppo al fine di permettere l’apertura di un’istruttoria che abbia lo scopo di analizzare il caso, predisporre un sistema di difesa e/o d’intervento, anche teso al bonario componimento, con soddisfazione dell’utente interessato, ovvero, se del caso, atto ad avviare le procedure assicurative e di tutela legale.
Con uguale decorrenza e diligenza è necessario che le Direzioni Sanitarie, i Capi Reparto ed i Responsabili di processo segnalino all’Ufficio di Coordinamento sanitario del Gruppo tutti gli eventi avversi di una particolare gravità potenzialmente indicativi di un serio malfunzionamento del sistema che può comportare morte o grave danno al paziente o che determina una perdita di fiducia dell’utenza in genere (Evento Sentinella). A seguito della segnalazione si provvederà ad un’indagine immediata per accertare quali fattori eliminabili o riducibili abbiano causato l’evento avverso o vi abbiano contribuito, e, con la collaborazione ed il confronto in struttura, l’implementazione delle adeguate misure correttive.

L’Ufficio di Coordinamento sanitario del Gruppo intende, con tali procedure, mettere in atto un modello organizzativo che abbia lo scopo di seguire i “casi” fin dal primo momento con la partecipazione di un esperto esterno all’organizzazione dove il fatto si è verificato con lo scopo di:

  • rappresentare la vicinanza del Gruppo ai propri dipendenti assumendone la difesa garantendo il vaglio tecnico-deontologico, anche con il contraddittorio, il confronto e la ricerca di testimonianze”, dell’evento;
  • alleggerire la posizione psicologica, ma anche economica, degli operatori sanitari;
  • fornire un’iniezione di fiducia nel delicato rapporto di stima che lega l’Azienda al prestatore d’opera e/o professionista;
  • predisporre le pratiche e le procedure atte alla disamina del caso con lo scopo di indirizzare e seguire la successiva, eventuale, fase di contenzioso.

Dall’inoltro, l’analisi e la gestione dei dati così ottenuti si provvederà allo sviluppo di un sistema informativo utile al raggiungimento degli scopi il cui successo sarà correlato alla cultura con cui gli operatori percepiscono l’errore e decidono o meno di segnalarlo. Ed è su questa strada che l’attività di condivisione centro/periferia deve intraprendere i primi passi in modo condiviso e trasparente al fine di poter augurare un buon lavoro a tutti, per tutti.

A cura del Coordinatore Sanitario del Gruppo Health Care Italia S.p.A.
Dott. Filippo Tangari